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Territorio

La storia

di Giovedì, 03 Aprile 2014 - Ultima modifica: Giovedì, 18 Giugno 2015
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Il paese di Molveno (mt. 864) sorge ai piedi delle Dolomiti di Brenta e del massiccio del monte Gazza e della Paganella, sulle rive del lago omonimo. La “preziosa perla in più prezioso scrigno”, come ebbe a definirlo il poeta Fogazzaro, deve infatti gran parte del suo fascino alla cornice naturale che lo circonda, con le splendide cime che si riflettono nel lago.

Il lago di Molveno è un lago alpino, di origine naturale, formatosi circa 4000 anni fa a seguito di un’imponente frana, si estende per circa 3,3 km2 di superficie ed ha una profondità massima di 123 metri.

Il centro abitato risale all'epoca neolitica, abbandonato poi nell'età del bronzo a seguito della frana che creò il lago. Fu poi insediamento militare romano, importante per il controllo di tutta la vallata.

Nel medioevo il paese fu dominato dal Vescovado di Trento, dai Conti del Tirolo e dai Conti di Flavon. Dal 1311, con la costruzione del vicino Castel Belfort di Spormaggiore, la cittadina venne infeudata a Tissone , notaio di Sporo, la cui famiglia ne passò il dominio ai Thun della Valle di Non.

Dopo il tumultuoso periodo della Guerra di secessione spagnola, tutti i paesi dell’altopiano tra cui Molveno godettero di un periodo di pace fino alla fine del Settecento quando l’area venne occupata dalle truppe napoleoniche che risalivano le valli Giudicarie. Per contrastare l’avanzata dei francesi, tra il 1703 e 1705 il Comando militare austriaco fece erigere delle fortificazioni sulle sponde del lago (Fortini di Napoleone). Nel 1806 Molveno assieme al Trentino entrò a far parte del Regno di Baviera e dal 1810 al 1813 passò sotto il Regno d’Italia napoleonico divenendo frazione di Spor. Con la restaurazione degli Austriaci, nel 1824 l’intera area venne posta sotto la giurisdizione di Mezzolombardo.

Era il 1855 quando i primi due turisti ricordati dalle cronache – il pittore Anselm Feuerbach e il poeta Viktor von Scheffel – visitarono Molveno. Nella seconda metà dell’Ottocento Molveno divenne base di partenza per le imprese alpinistiche nel gruppo di Brenta e, a poco a poco, le guide alpine di Molveno divennero famose. Il paese divenne quindi meta del turismo dei grandi viaggiatori ed esploratori e una prima economia turistica si affiancò a quella agricola e forestale. All’inizio del Novecento cominciò una nuova fase per il turismo di Molveno, vennero costruite nuove strutture che diedero impulso allo sviluppo economico e ad un cambio di mentalità: quella che era una popolazione di allevatori, tagliaboschi e cacciatori si trasformò, diventarono guide alpine, albergatori, camerieri, cuochi e ristoratori.

Nel 1905 fu inaugurato l’Hotel Molveno, meta di un turismo d’elite da tutta la Mitteleuropa. Lo slogan turistico dell’epoca recitava: “Molveno uno dei luoghi classici di bellezza delle Alpi, idillio di serenità e di pace ai piedi delle Dolomiti, presso uno dei più azzurri laghi di tutta la grande catena”. Furono ospiti a Molveno in questo periodo, fra gli altri: Alberto I del Belgio, re del Belgio, Sigmund Freud col figlio Martin, Edward T. Compton grande alpinista e pittore, Antonio Fogazzaro, Franz Lehar compositore, Umberto Nobile, Guglielmo Marconi, Chamberlein primo ministro inglese, Alberto Bevilacqua. Con la prima guerra mondiale iniziò nuovamente un periodo buio per il paese e con l’annessione del Trentino al Regno d’Italia l’economia della zona subì un grande tracollo ed iniziarono le grandi migrazioni.

Nel secondo dopoguerra furono avviati dalla SISM di Milano i grandi lavori per lo sfruttamento idroelettrico delle acque del Lago di Molveno e gli anni dal 1948 al 1953 videro contemporaneamente all’opera più di 8000 operai, richiedendo un costo umano elevatissimo: furono quasi 50 i morti legati alla costruzione dell’intero sistema di derivazione delle acque. I lavori comportarono lo svuotamento del Lago che portò alla luce i resti di una foresta sommersa che, datata al radiocarbonio, permise di collocare all’incirca al 1000 a.C. la nascita del bacino naturale del lago. Lo svuotamento del lago aveva visto anche la mobilitazione dei pescatori per salvare la specie ittica più rinomata – il salmerino alpino – e le proteste della Pro Loco di Molveno per i gravi danni all’economia turistica. Al termine della costruzione dell’imponente sistema di sfruttamento delle acque del bacino Sarca – Molveno, che mutarono radicalmente il regime idrico e paesaggistico dei territori interessati, il Lago di Molveno aveva cambiato il suo aspetto cristallino e lucente, tanto decantato e ammirato dai visitatori, in un colore meno trasparente a causa dell’apporto del limo glaciale. Anche le temperature dell’acqua diminuirono sensibilmente.

Negli anni ’90 furono riviste le quote del lago e dal 2008 lo sfruttamento non è più così intensivo e gli abbassamenti di quota non superano i 20 mt di profondità nel periodo invernale. L’economia turistica è quella che caratterizza oggi Molveno, con circa 40 alberghi, 400 appartamenti, un campeggio da 900 posti. Dal 2006 Molveno è paese con Bandiera Arancione del Touring club. Dal 2010 il Lago di Molveno è premiato ogni anno con le cinque vele di Legambiente, massimo riconoscimento per la qualità ambientale, la tutela e l’impegno per la conservazione delle acque. Il paese di Molveno è certificato EMAS dal 2012.